Il 5 novembre segna per l’Italia il Plastic Overshoot Day, ovvero il giorno in cui la quantità di rifiuti plastici generati supera la capacità dei sistemi di gestione di trattarli in maniera adeguata.

Ogni anno consumiamo risorse, produciamo beni e generiamo rifiuti e molto spesso ci dimentichiamo del fatto che tutte le nostre azioni hanno un impatto importante sull’ambiente. Il Plastic Overshoot Day ci ricorda proprio questo.

Cos’è il Plastic Overshoot Day

Il Plastic Overshoot Day è un indicatore elaborato da Earth Action che misura il rapporto tra la produzione di rifiuti plastici e la capacità dei singoli paesi di gestirli in modo sicuro.

In altre parole, evidenzia il momento in cui uno stato esaurisce la propria capacità annuale di gestire adeguatamente i rifiuti plastici prodotti. Questo significa che i sistemi di gestione non riescono più a raccoglierla e trattarla in modo sicuro e questo ne determina un accumulo destinato a disperdersi nell’ambiente.

La situazione a livello globale

A livello globale il Plastic Overshoot Day è stato il 6 settembre. Dal 2021 a oggi la data del Plastic Overshoot Day si è progressivamente spostata di alcuni giorni verso la fine dell’anno, rilevando un lieve miglioramento.

Il nostro paese si colloca in una posizione intermedia nel confronto internazionale, ma è ancora lontano dalle migliori performance europee, come quelle di Svizzera, Francia e Spagna.

Infatti, l’Italia produce circa 61 kg di rifiuti plastici pro capite ogni anno e rientra per questo nella categoria degli “overloaders”, ovvero i paesi che generano un elevato volume di rifiuti plastici.

Per questo è necessario rafforzare politiche e pratiche di prevenzione e riduzione della produzione di rifiuti, promuovendo il riutilizzo e il riciclo dei materiali.

Il vero problema però risiede nell’aumento della produzione di plastica: infatti, negli ultimi 5 anni, la quantità di rifiuti di plastica gestiti in modo inadeguato è aumentata di oltre tre milioni di tonnellate. Questo comporta che, senza un vero e proprio cambiamento, il volume di plastica disperso nell’ambiente possa raddoppiare entro il 2040.

L’andamento nel 2026

Secondo l’elaborazione annuale di Earth Action, nel 2026 circa il 31,6% della plastica prodotta e consumata nel mondo sarà gestita in modo improprio. Il tutto si traduce in 72 milioni di tonnellate di rifiuti plastici che andranno a contaminare suolo, fiumi, laghi, mare e atmosfera.

Questa problematica non è uniforme: 12 paesi (con Cina, Russia, India, Brasile e Messico ai primi posti) sono responsabili del 60% dei rifiuti plastici mal gestiti a livello globale. Va sottolineato anche che due terzi della popolazione mondiale vive già in territori dove la quantità di rifiuti prodotti supera la capacità locale di gestirli in sicurezza.

Un problema che non riguarda solo l’ambiente

L’inquinamento causato dalla plastica non è una minaccia solo per gli ecosistemi, ma anche per la salute dell’uomo. Sebbene gli effetti a lungo termine sull’organismo siano ancora oggetto di studio, cresce l’attenzione scientifica anche per le sostanze chimiche utilizzate nella produzione e trasformazione della plastica, molte delle quali possono avere effetti nocivi sulla salute.

Perché non basta riciclare

Una delle prime soluzioni che può venire in mente è la raccolta differenziata. Separare correttamente i rifiuti è importante, ma riciclare non basta, in quanto il problema è molto più ampio. Ci sono almeno tre livelli su cui è possibile intervenire:

  1. Riduzione: evitare sia la produzione che l’utilizzo della plastica non necessaria, soprattutto se monouso.
  2. Riutilizzo: privilegiare imballaggi che possono essere utilizzati più volte.
  3. Riciclo effettivo: migliorare la progettazione dei prodotti e dei materiali affinché possano essere realmente recuperati.

La sostenibilità oltre la plastica

Questa giornata rappresenta l’occasione per affrontare un tema più ampio. In uno stile di vita sostenibile influiscono anche altri elementi, quali il consumo di energia, l’utilizzo dell’acqua, la produzione di emissioni ecc. Questo ci ricorda che la sostenibilità non può essere valutata considerando un singolo aspetto. È dunque necessario guardare all’intero sistema, cercando soluzioni che permettano di ridurre l’impatto ambientale in tutte le fasi.

Ridurre gli sprechi, utilizzare le risorse con maggiore attenzione, limitare i prodotti monouso, migliorare l’efficienza energetica e privilegiare il riutilizzo sono alcuni esempi di comportamenti che possono contribuire a un modello di consumo più responsabile.

Nessuna singola azione può risolvere da sola le problematiche ambientali, ma questo non significa che le azioni individuali e collettive siano prive di valore.

Il Plastic Overshoot Day non dovrebbe quindi essere soltanto una data da ricordare, ma un’occasione per fermarsi a riflettere sulle conseguenze delle nostre abitudini.

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