Si trovano ovunque: nelle case, per strada, in spiaggia e perfino nei nostri mari. Li utilizziamo continuamente, senza alcuna moderazione, eppure i danni che causano all’ambiente sono gravissimi. Stiamo parlando dei sacchetti di plastica.

La Giornata Internazionale senza sacchetti di plastica, conosciuta anche come International Plastic Bag Free Day è una ricorrenza globale che si celebra ogni anno il 12 settembre e ha come obiettivi sensibilizzare sull’impatto ambientale che hanno i sacchetti di plastica e invitare a cambiamenti radicali nei nostri comportamenti quotidiani.

Com’è nata questa ricorrenza

La Giornata internazionale senza sacchetti di plastica è stata istituita nel 2009 dalla Marine Conservation Society (MCS), un’organizzazione britannica per la protezione dei mari e delle coste. La MCS ha visto un’opportunità per amplificare la consapevolezza su scala globale e ha dunque contribuito a diffondere l’iniziativa e a coinvolgere un numero sempre maggiore di persone e comunità.

La scelta del 12 settembre non è casuale, ma una data che segna la fine dell’estate, una stagione in cui l’uso dei sacchetti di plastica tende ad aumentare.

La normativa a livello mondiale

A livello normativo, è stato il Bangladesh nel 2002 il primo paese al mondo a introdurre il divieto dell’utilizzo di sacchetti di plastica monouso. Questo perché identificati come la principale causa di intasamento dei sistemi di drenaggio, dunque causa di gravi inondazioni.

Paesi come Kenya, Ruanda, Italia, e Francia hanno seguito l’esempio, adottando leggi rigorose per limitare o vietare completamente l’uso di sacchetti di plastica. L’Unione Europea, nel 2015, ha introdotto una direttiva che richiede ai suoi membri di ridurre l’uso di sacchetti di plastica, incoraggiando l’adozione di alternative più sostenibili.

Sacchetti di plastica e ambiente

I sacchetti di plastica hanno un impatto devastante sull’ambiente su diversi livelli:

  • Inquinamento marino: la plastica si degrada lentamente e spesso si frammenta in microplastiche che possono essere ingerite dalla fauna marina;
  • Danni alla fauna selvatica: gli animali terrestri e marini possono confondere i sacchetti di plastica con il cibo;
  • Inquinamento del suolo e delle acque: i sacchetti di plastica abbandonati nell’ambiente rilasciano sostanze chimiche tossiche durante il loro processo di degradazione.
  • Problemi di smaltimento: la gestione dei rifiuti è un problema crescente e contribuisce alla saturazione delle discariche.

Di seguito riportiamo solo alcuni dei numeri che confermano la necessità di un cambiamento quanto più veloce e radicale possibile:

  • 390 milioni di tonnellate di plastica vengono prodotte ogni anno;
  • 170mila miliardi di frammenti di plastica galleggiano negli oceani;
  • Solo il 9% di plastica viene correttamente riciclato a livello globale;
  • Ci vogliono fino a 1.000 anni per la degradazione di sacchetti e bottiglie di plastica nell’ambiente.

Plastica e salute

Oltre a provocare gravi danni all’ambiente, l’inquinamento da plastica rappresenta una preoccupazione anche per la salute umana. Negli ultimi anni, la ricerca scientifica ha documentato la presenza di micro e nanoplastiche in numerosi organi e tessuti umani.

Un approfondimento – Plastic Overshoot Day

Il 6 settembre ha segnato a livello globale il Plastic Overshoot Day, ovvero il giorno in cui la quantità di rifiuti plastici prodotti ha superato la capacità dei sistemi di gestione di raccoglierla e trattarla in modo sicuro. Questo determina un accumulo di plastica destinata a disperdersi nell’ambiente.

Dal 2021 a oggi la data del Plastic Overshoot Day si è progressivamente spostata di alcuni giorni verso la fine dell’anno, indice di un lieve miglioramento. Purtroppo questo progresso è vanificato dall’aumento della produzione di plastica e, di conseguenza, dei rifiuti generati: negli ultimi 5 anni, la quantità di rifiuti di plastica gestiti in modo inadeguato è aumentata di oltre tre milioni di tonnellate.

Secondo questi dati, senza cambiamenti immediati, il volume di plastica che rischia di essere disperso nell’ambiente potrebbe quasi raddoppiare entro il 2040.

La situazione nel mondo e in Italia

Nel 2026, il 31,6% della plastica prodotta e consumata sarà gestita in modo improprio: ciò si traduce in 72 milioni di tonnellate di rifiuti che contamineranno il nostro ambiente. Questa crisi, che interessa tutto il pianeta, non è uniforme: solo 12 paesi sono responsabili del 60% dei rifiuti plastici mal gestiti.

L’Italia si colloca in una posizione intermedia, con il Plastic Overshoot Day che cade il 05 novembre, ma ancora lontana dalle migliori performance europee di Svizzera, Francia e Spagna.

Le iniziative del Plastic Bag Free Day e le alternative sostenibili

Ogni anno il 12 settembre vengono organizzate numerose iniziative in tutto il mondo, come per esempio:

  • Distribuzione di sacchetti riutilizzabili, realizzati in tessuto o materiali biodegradabili;
  • Campagne di pulizia: gruppi di volontari si uniscono per pulire spiagge, parchi e aree urbane dai rifiuti;
  • Eventi educativi: seminari e workshop nelle scuole, università o comunità;
  • Campagne sui social media.

Inoltre, esistono numerose alternative ai sacchetti di plastica, sostenibili ed ecologiche, che possiamo utilizzare quotidianamente, come per esempio sacchetti di tessuto, biodegradabili, di carta o in materiale riciclato.

Una piccola riflessione

La sostenibilità passa attraverso tante decisioni quotidiane che, insieme, possono fare la differenza. Come azienda che ogni giorno lavora per promuovere l’energia pulita attraverso il fotovoltaico, crediamo che la transizione ecologica debba abbracciare ogni aspetto del nostro modo di vivere.

Scegliere l’energia rinnovabile significa guardare al futuro con responsabilità, così come ridurre la plastica, limitarne gli sprechi e preferire alternative riutilizzabili significa prendersi cura del presente. Sono azioni diverse, ma parte della stessa consapevolezza: quella di voler lasciare alle generazioni future un ambiente più sano e un pianeta più vivibile.

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