La transizione energetica per le imprese rappresenta oggi un’opportunità concreta per ridurre i costi, aumentare l’efficienza e costruire un modello di crescita più sostenibile. In questo scenario, investire nella produzione di energia da fonti rinnovabili significa trasformare una parte dei costi energetici in un investimento strategico.
È proprio con l’obiettivo di accompagnare le imprese verso un uso più efficiente e sostenibile dell’energia che la Provincia autonoma di Trento ha introdotto il bando “Energia allo sviluppo”, mettendo a disposizione contributi a fondo perduto per sostenere gli investimenti destinati al miglioramento dell’efficienza energetica e della competitività delle imprese nel territorio provinciale.
Cos’è il bando Energia allo sviluppo
Il bando ha l’obiettivo di sostenere gli investimenti aziendali che mitigano l’impatto del rincaro dei costi energetici sui bilanci di esercizio delle imprese della provincia di Trento. In altre parole, si inquadra in una strategia provinciale volta a sostenere lo sviluppo del sistema economico produttivo promuovendo l’innovazione mirata alla crescita della produttività in chiave sostenibile.
Ma chi può accedere al contributo? Quali sono le spese ammissibili? E soprattutto, quali condizioni deve rispettare un progetto per poter beneficiare dell’incentivo? Vediamo nel dettaglio come funziona il bando.
Chi può partecipare al bando
Il bando è rivolto alle piccole, medie e grandi imprese, costituite, iscritte e attive nel Registro delle imprese entro il 30/11/2025, con sede all’interno della provincia di Trento.
L’attività per la quale viene richiesto il contributo deve rientrare in uno dei seguenti settori:
- B – Attività estrattive;
- C – Attività manifatturiere;
- E – Fornitura di acqua, gestione di reti fognarie, attività di trattamento dei rifiuti e risanamento (solo codici 38-39);
- F – Costruzioni;
- G – Commercio all’ingrosso e al dettaglio (solo codice 46);
- H – Trasporto e magazzinaggio;
- Q – Istruzione e formazione (solo codice 85.53).
Prima di presentare la domanda è quindi fondamentale verificare che il codice ATECO dell’attività interessata dall’investimento rientri tra quelli ammessi.
Limiti di spesa
Sono previsti i seguenti limiti di spesa:
- Limite minimo di spesa ammissibile: > 25.000 €;
- Limite massimo di spesa ammissibile: 500.000 €.
Il rispetto di questi limiti viene verificato sia in fase di concessione dell’incentivo che in fase di rendicontazione delle spese.
Contributo
L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto pari al 30% delle spese ammissibili. Se richieste dal soggetto beneficiario in sede di domanda, possono essere riconosciute le seguenti maggiorazioni (alternativamente tra loro):
- 10% se il beneficiario ha registrato nel bilancio 2025 costi per consumi energetici superiori al 30% del totale dei costi della produzione di cui alla voce B) del conto economico sostenuti nel medesimo anno (solo per coloro che adottano la contabilità ordinaria).
- 5% se il beneficiario, oltre agli interventi da realizzare, cede, entro la data di rendicontazione delle spese, il diritto di installare sulla propria unità operativa un impianto fotovoltaico in favore di una Configurazione di Autoconsumo per la Condivisione dell’Energia Rinnovabile (CACER), o di una ESCo o di una Società di Gestione del Risparmio (SGR).
Interventi ammissibili
Sono ammissibili i progetti con data di avvio lavori non antecedente al primo giugno 2026 e data di completamento entro 18 mesi dalla concessione del contributo.
Gli investimenti devono inoltre determinare un miglioramento del consumo energetico annuo di almeno un 2% dell’unità operativa in cui si realizza il progetto. Questo miglioramento del consumo energetico deve essere determinato sulla base dei consumi energetici dei veicoli impegnati nei processi produttivi. Gli investimenti possono riguardare l’unità operativa e/o il parco mezzi aziendale.
Il miglioramento del consumo energetico deve essere dimostrato da una diagnosi energetica pre-intervento, che deve essere redatta:
- In caso di imprese energivore, da soggetti certificati da organismi accreditati;
- In caso di imprese non energivore, da soggetti abilitati e iscritti all’albo professionale appartenenti all’Ordine degli ingegneri o al Collegio dei periti industriali e dei periti industriali laureati.
Spese ammissibili
Tra le spese ammissibili rientrano gli impianti fotovoltaici e anche i sistemi di accumulo.
In generale, sono ammissibili le spese relative all’acquisto e realizzazione di immobilizzazioni materiali e immateriali. In aggiunta, sono ammessi i costi una tantum non ammortizzabili direttamente connessi all’investimento.
Nello specifico, le spese ammissibili riguardano:
- Fabbricati e assimilati, divisi in tre categorie: fabbricati (num. 1-9), impianti generali (num. 10-14) e opere varie (num. 15-16):
- Scavi, rinterri, opere di fondazione;
- Opere edili per la ristrutturazione di edifici esistenti;
- Pavimenti e rivestimenti;
- Opere di falegnameria, in ferro, in vetro ecc.;
- Opere in cartongesso;
- Infissi e serramenti esterni e interni;
- Sanitari;
- Pareti attrezzate divisorie;
- Opere edili per la realizzazione di impianti specifici;
- Impianti elettrici e di illuminazione;
- Impianti per la ricarica di veicoli elettrici;
- Impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo, anche non necessariamente collegati a impianti fotovoltaici;
- Impianti di riscaldamento, ventilazione, condizionamento;
- Impianti di domotica;
- Basamenti per impianti e macchinari;
- Strutture retrattili e tensostrutture.
- Impianti, macchinari, attrezzature e altri beni, in cui rientrano:
- Impianti specifici: impianti legati alla tipica attività produttiva/fornitura di un servizio dell’azienda;
- Macchinari: apparati in grado di svolgere da sé, ovvero con ausilio di personale, determinate operazioni connesse al ciclo produttivo aziendale o alla fornitura di un servizio, comprensivi dei relativi software;
- Attrezzature: strumenti ad uso manuale necessari per il funzionamento/svolgimento di una particolare attività o necessari per l’utilizzo di un bene più complesso. Rientrano altresì in questa categoria i beni che completano le capacità funzionali di impianti e macchinari;
- Mezzi di trasporto: veicoli strettamente necessari al ciclo di produzione/fornitura di un servizio (nel bando sono indicate le tipologie).
- Programmi informatici, brevetti, licenze, know-how e conoscenze tecniche non brevettate (nel limite del 50% rispetto ai punti 2.1, 2.2 e 2.3).
- Spese per consulenze tecniche, nel limite massimo del 5% dell’importo complessivo ammissibile.
- Spese generali supplementari, nel limite del 10% della spesa ammessa.
Presentazione delle domande
Lo sportello per l’invio delle richieste è aperto dal primo ottobre e le domande potranno essere presentate fino alle ore 12:00 del 30 novembre 2026. Ogni impresa può presentare una sola domanda di incentivo, riferita a una o più unità operative.
L’istruttoria delle domande avviene entro 60 giorni dal giorno successivo alla chiusura dello sportello per la presentazione delle domande.
Gli interventi dovranno essere conclusi entro 18 mesi dalla data di concessione dell’incentivo e la rendicontazione completata entro 6 mesi dal termine dei lavori.
L’erogazione del contributo avverrà in un’unica soluzione, entro 60 giorni dal giorno successivo al ricevimento della rendicontazione delle spese.
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FAQ
Chi può partecipare al bando "Energia allo sviluppo"?
Possono accedere al contributo le piccole, medie e grandi imprese della provincia di Trento costituite, iscritte e attive nel Registro delle imprese entro il 30 novembre 2025, purché l’attività per cui viene richiesto l’incentivo rientri tra i codici ATECO previsti dal bando.
Il bando finanzia anche gli impianti fotovoltaici?
Sì, tra le spese ammissibili rientrano gli impianti fotovoltaici e i sistemi di accumulo, anche quando questi ultimi non sono necessariamente collegati a un impianto fotovoltaico.
A quanto ammonta il contributo?
Il contributo è concesso a fondo perduto nella misura del 30% delle spese ammissibili.
Sono inoltre previste alcune possibili maggiorazioni, che devono essere richieste al momento della presentazione della domanda. In particolare, il contributo può aumentare del 10% o del 5% secondo i casi previsti dal bando.
Qual è l'importo minimo e massimo dell'investimento?
La spesa ammissibile deve essere maggiore di 25.000 € e non può superare i 500.000 €.
È possibile richiedere il contributo per il solo impianto fotovoltaico?
Il fotovoltaico rientra tra gli interventi ammissibili, ma il progetto deve rispettare i requisiti previsti dal bando, tra cui il conseguimento di un miglioramento del consumo energetico annuo di almeno il 2% dell’unità operativa interessata dall’intervento.
Per questo motivo, prima di presentare la domanda è importante verificare che l’investimento sia coerente con gli obiettivi di efficientamento energetico richiesti dal bando.
È obbligatoria la diagnosi energetica?
Sì, il miglioramento del consumo energetico deve essere determinato sulla base di una diagnosi energetica pre-intervento, redatta da soggetti con i requisiti previsti dal bando.
Entro quando è possibile presentare la domanda?
Le domande possono essere presentate fino alle ore 12:00 del 30 novembre 2026.
Ogni impresa può presentare una sola domanda di incentivo, riferita a una o più unità operative.
Quando è possibile iniziare i lavori?
I progetti devono avere una data di avvio non anteriore al 1° giugno 2026.
Gli interventi devono poi essere completati entro 18 mesi dalla data di concessione del contributo.
Dopo quanto tempo è concesso il contributo?
L’istruttoria delle domande viene effettuata entro 60 giorni dal giorno successivo alla chiusura dello sportello per la presentazione delle domande.
Quando viene erogato il contributo?
Il contributo viene erogato in un’unica soluzione, entro 60 giorni dal giorno successivo al ricevimento della rendicontazione delle spese. (La rendicontazione deve essere completata entro 6 mesi dal termine dei lavori).
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