Ogni anno il 17 giugno si celebra la Giornata mondiale contro la desertificazione e la siccità, un’occasione in cui le Nazioni Unite sensibilizzano l’opinione pubblica sul degrado del suolo e sulla siccità. Quest’anno sarà ospitata in Kenya, per la prima volta nel continente africano.
Si tratta di una ricorrenza istituita dall’ONU nel 1994, data in cui è stata siglata la Convenzione delle Nazioni Unite per la lotta alla desertificazione (UNCCD), il testo che stabilisce una serie di regole per contrastare questo fenomeno.
Desertificazione e siccità: cosa sono
La desertificazione è un processo graduale e permanente di degrado del suolo in aree aride, causato da attività umane e cambiamenti climatici, che provoca perdita di fertilità del suolo, biodiversità e produttività agricola.
La siccità invece è un evento climatico temporaneo, caratterizzato da una prolungata mancanza di precipitazioni, che può colpire qualsiasi area geografica e innescare o accelerare la desertificazione.
Il legame tra biodiversità e siccità è molto importante: gli ecosistemi ricchi di specie sono più resilienti agli eventi climatici estremi e mantengono i loro servizi ecologici anche in condizioni di stress.
Un problema da non sottovalutare
La desertificazione, il degrado del suolo e la siccità rappresentano una crisi silenziosa e invisibile che colpisce le persone e il pianeta. Le stime indicano che il degrado del suolo causato dall’uomo interessa almeno 1,6 miliardi di ettari in tutto il mondo, con ripercussioni dirette su 3,2 miliardi di persone. Mentre la desertificazione colpisce principalmente le zone aride della Terra, la siccità è diventata un evento comune in molte aree del mondo.
La situazione in Europa e in Italia
A maggio del 2025 oltre il 40% dell’Europa risultava colpita da qualche forma di siccità, che mette a rischio anche i raccolti e l’approvvigionamento alimentare.
In Italia, nulla è stato fatto dall’approvazione del Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici nel 2023. E la situazione è preoccupante sotto tanti punti di vista: per esempio, la disponibilità di acqua si è ridotta del 19% nell’ultimo trentennio rispetto a quello precedente.
Il consumo di suolo nel nostro paese, inoltre, lo scorso anno ha interessato in media 20 ettari al giorno, ma tuttora non c’è una legge che affronti il problema. Inoltre, aggrava anche l’impatto della crisi climatica, favorendo l’espandersi delle isole di calore e le conseguenze negative di siccità e piogge estreme.
Il tema del 2026
Il tema del 2026 per la Giornata mondiale contro la desertificazione e la siccità è “Pascoli: riconoscere. Rispettare. Ripristinare”, mettendo in luce il ruolo centrale dei pascoli mondiali nella resilienza climatica, nella sicurezza alimentare e idrica, nella conservazione della biodiversità e nell’identità culturale.
I pascoli coprono più della metà della superficie terrestre, ma rimangono tra gli ecosistemi più sottovalutati. Sono sottoposti a pressioni crescenti dovute ai cambiamenti climatici e al degrado del suolo. In occasione di questa giornata, i paesi e le comunità sono invitati a:
- Riconoscere il contributo economico dei pascoli alle economie azionali e regionali, il loro ruolo nel sostenere la biodiversità e la fauna selvatica e i molteplici benefici che forniscono, dalla regolazione dei cicli idrici allo stoccaggio del carbonio.
- Rispettare i pastori, i popoli indigeni e le comunità locali, la cui mobilità, i sistemi di governo consuetudinari e le conoscenze ecologiche sono essenziali per mantenere la salute e la produttività di questi paesaggi.
- Ripristinare i pascoli investendo nella gestione sostenibile del territorio e delle risorse idriche, rafforzando la governance, migliorando la preparazione alla siccità e sostenendo gli sforzi di ripristino guidati dalle comunità locali.
Gli effetti negativi sulla biodiversità
La siccità esercita una forte pressione sugli ecosistemi e sulla biodiversità. Quando si prolunga nel tempo, tende a favorire soltanto le specie più resistenti, riducendo progressivamente le varietà di specie presenti in un determinato ambiente. Questo processo può portare a una diminuzione della biodiversità locale e, in alcuni casi, a una maggiore somiglianza biologica tra territori diversi. La ridotta disponibilità di risorse idriche intensifica inoltre la competizione tra le specie, spesso avvantaggiando quelle più aggressive.
Anche il suolo subisce conseguenze significative: la perdita della copertura vegetale aumenta la dispersione dell’umidità attraverso l’evapotraspirazione, rende il terreno più vulnerabile all’erosione e accelera i processi di degrado del terreno.
Le soluzioni
La lotta contro la desertificazione e la siccità non è soltanto una sfida ambientale, ma anche un’opportunità per ripensare il nostro rapporto con la terra e le risorse. Le soluzioni esistono già e, in molti casi, sono più accessibili di quanto si pensi: pratiche agricole rigenerative, gestione sostenibile dell’acqua, riforestazione e recupero dei suoli degradati.
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