Con l’obiettivo di promuovere e sostenere le PMI a prevalente partecipazione femminile, la Regione Veneto apre un bando dedicato all’imprenditoria femminile, che concede contributi a fondo perduto alle imprese nei settori dell’artigianato, dell’industria, del commercio e dei servizi.
Soggetti beneficiari e dotazione finanziaria
Il bando è dedicato alle micro, piccole e medie imprese e alle professioniste, che devono rispettare i seguenti requisiti:
- Imprese individuali la cui titolare è residente in Veneto da almeno due anni;
- Società di persone o società cooperative in cui la maggioranza dei soci è costituita da donne residenti nel Veneto da almeno due anni o la maggioranza delle quote di capitale è detenuta da donne residenti nel Veneto da almeno due anni;
- Società di capitali la cui maggioranza dell’organo di amministrazione è costituita da donne residenti in Veneto da almeno due anni;
- Consorzi costituiti per almeno il 51% da imprese femminili;
- Professioniste iscritte agli ordini professionali o aderenti alle associazioni professionali.
Sono escluse dal contributo le imprese agricole.
La dotazione finanziaria per questo bando è pari a 3.000.000 €, di cui 750.000 € per professioniste iscritte agli ordini professionali e quelle aderenti alle associazioni professionali.
Requisiti degli interventi
Sono considerati ammissibili i progetti di supporto all’avvio, insediamento e sviluppo di nuove iniziative imprenditoriali e i progetti di rinnovo e ampliamento dell’attività esistente.
Tutti gli interventi devono essere realizzati all’interno della Regione Veneto. La localizzazione deve essere individuata in fase di presentazione della domanda; nel caso in cui al momento della richiesta la sede non sia ancora stata definitiva, è possibile indicarne una presunta.
Spese ammissibili
Per quanto riguarda le PMI, sono ammissibili le seguenti spese:
- Macchinari, impianti produttivi, hardware, attrezzature;
- Arredi nuovi di fabbrica;
- Opere murarie e di impiantistica;
- Realizzazione di impianti a fonti rinnovabili;
- Software, realizzazione di siti web e e-commerce;
- Riqualificazione e potenziamento dei sistemi e degli apparati di sicurezza;
- Autocarri a uso aziendale;
- Spese generali (con una spesa forfettaria di 3.500 €).
Per le professioniste invece sono ammissibili le seguenti spese:
- Macchinari, impianti produttivi, hardware, attrezzature;
- Arredi nuovi di fabbrica;
- Opere murarie e di impiantistica;
- Software, realizzazione di siti web e di e-commerce;
- Riqualificazione e potenziamento dei sistemi e degli apparati di sicurezza;
- Spese generali (con una spesa forfettaria di 2.000 €).
Impianti fotovoltaici
Gli impianti fotovoltaici sono considerati una spesa agevolabile soltanto per le PMI, non per le professioniste.
Per questo tipo di investimento, sono comprese le spese anche per l’eventuale sistema di accumulo e per l’allaccio alla rete elettrica. I costi sono agevolabili nel limite massimo di 8.000 € per gli impianti fino a 22 kW e di 20.000 € per gli impianti superiori a 22 kW.
Nel caso in cui l’immobile sia a uso residenziale o prevalentemente residenziale, non sono ammesse le spese per gli impianti a fonti rinnovabili.
Contributo
L’agevolazione viene riconosciuta su spese sostenute a partire dal primo gennaio 2026 e pagate interamente entro il 10 dicembre 2026.
Il contributo a fondo perduto previsto è pari al 30% delle spese ammissibili, con i seguenti criteri: per le PMI è previsto un limite massimo di 51.000 € su una spesa pari o superiore a 170.000 € e un limite minimo di 6.000 € corrispondenti a una spesa rendicontata pari a 20.000 €. Per le professioniste invece, è previsto un limite massimo di 12.000 € per spese pari o superiori a 40.000 € e un limite minimo di 3.600 € corrispondenti a una spesa rendicontata pari a 12.000 €.
È prevista una premialità di 5.000 € per coloro che, tra la presentazione della domanda e la conclusione del progetto, stipulino un contratto di lavoro a tempo indeterminato di ricercatori universitari, stagisti, neolaureati.
Per ricevere il contributo, durante la fase della rendicontazione finale, la spesa ammissibile dovrà essere pari almeno al 60% dell’importo originariamente riconosciuto in fase di ammissione e comunque non inferiore a 20.000 € per le PMI e 12.000 € per le professioniste.
Presentazione delle domande
Le richieste di partecipazione al bando possono essere presentate a partire dalle ore 10:00 di martedì 12 maggio 2026 e fino alle ore 12:00 di martedì 26 maggio 2026.
I progetti che accedono al bando devono essere conclusi e operativi entro il 10 dicembre 2026. Entro le ore 12:00 del 17 dicembre 2026 deve invece essere presentata la rendicontazione finale degli interventi.
Queste scadenze possono essere posticipate una volta sola e fino a un massimo di 12 mesi (10 dicembre 2027 per la conclusione dei progetti e 17 dicembre 2027 per la presentazione della rendicontazione).
I contributi sono concessi entro il limite della disponibilità delle risorse. È previsto il “sostegno parziale” per il progetto che non trova copertura completa all’interno della dotazione finanziaria.
Obblighi dei beneficiari
Il beneficiario, pena la revoca del contributo, deve rispettare i seguenti obblighi:
- Mantenere i requisiti di ammissibilità al bando per almeno tre anni dall’erogazione del contributo;
- Mantenere l’unità operativa all’interno della regione per almeno 5 anni dall’erogazione del contributo;
- Concludere il progetto entro il 10 dicembre 2026;
- Presentare la rendicontazione entro il 17 dicembre 2026;
- Assicurare che gli interventi non siano difformi rispetto a quanto dichiarato nella domanda;
- Consentire alla Regione di effettuare controlli;
- Conservare tutta la documentazione per 10 anni dalla data del decreto di erogazione del contributo.
Maggiori informazioni e il bando completo sono disponibili al seguente link.
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