Aggiornamento 02/04/2026

Al tavolo del MIMIT importanti novità per la Transizione 5.0: oltre a mantenere gli 1,3 miliardi di euro per le domande del 2025 in sospeso, se ne aggiungono altri 200 milioni, per un totale di risorse pari a 1,5 miliardi di euro.

Questo significa che il credito d’imposta passa dal 35% del decreto fiscale, al 90%. Ma non è tutto: il credito d’imposta per gli investimenti in energie rinnovabili sarà riconosciuto al 100%.

01/04/2026

Il nuovo Decreto Fiscale approvato il 27 marzo e in vigore dal 28 marzo ha riservato una brutta sorpresa alle imprese che avevano prenotato il credito d’imposta Transizione 5.0: taglio dei fondi e non ammissibilità degli investimenti in fonti rinnovabili per l’autoconsumo.

Il piano Transizione 5.0

Il Piano Transizione 5.0 è stato il principale strumento di incentivo per le imprese produttive nel biennio 2024-2025. Si trattava di un credito d’imposta dal 35% al 45% su macchinari e software digitali, condizionato al miglioramento dell’efficienza energetica, a cui poteva essere aggiunto un investimento in energia rinnovabile.

Il 6 novembre 2025 il MIMIT aveva annunciato l’esaurimento anticipato delle risorse, dando comunque la possibilità alle imprese di presentare delle richieste di prenotazione del credito, con la prospettiva che dei nuovi fondi avrebbero coperto queste nuove domande.

Infatti, per coloro che hanno prenotato il credito d’imposta a partire dal 7 novembre 2025, la Legge di Bilancio aveva stanziato 1,3 miliardi di euro.

Il decreto 38/2026

L’articolo 8 del Decreto Legge 38/2026 taglia le risorse a 537 milioni di euro per il 2026, prevedendo un credito d’imposta per le aziende pari al 35% dell’importo richiesto durante la prenotazione. Incentivo valido solo per gli investimenti in beni strumentali (vedi allegati A e B della legge 216/2016), non più per investimenti in fonti di energia rinnovabile.

Questo significa che anche gli impianti fotovoltaici con moduli iscritti al registro ENEA sono ora esclusi.

Entro il 30 aprile 2026 il GSE è tenuto a comunicare a ciascuna impresa il credito d’imposta spettante, che potrà essere fruito a partire da cinque giorni dopo e fino al 31 dicembre 2026.

Un esempio concreto

Diamo un esempio concreto di quello che sarebbe il credito d’imposta attuale per un’impresa che effettua un investimento di 1.000.000 €. Per tale importo il credito d’imposta spettante sarebbe del 35%, ovvero 350.000 €.

Con l’approvazione del nuovo decreto fiscale, l’impresa avrà diritto solo al 35% di quei 350.000 €, ovvero 122.500 €. Questo significa che l’incentivo finale sarà pari al 12,25%.

È previsto per oggi, primo aprile, il tavolo d’incontro del MIMIT per discutere di queste novità.

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